COMUNE DI FORLI'- ANNO 2016 -CONTRIBUTI ALLA TUTELA AMBIENTALE

COMUNE DI FORLI'- ANNO 2016 -CONTRIBUTI ALLA TUTELA  AMBIENTALE
L’Assessorato all’ambiente del Comune di Forlì, al fine di sviluppare all'interno del suo territorio progetti relativi alla sostenibilità ed educazione ambientale, ha emanato un bando per finanziare azioni specifiche, rivolte a vari soggetti, attraverso contributi assegnati con erosione progressiva dello stanziamento.
Il bando intende finanziare la realizzazione di progetti di educazione e sostenibilità ambientale relative a queste tematiche: 
-educazione all'uso sostenibile delle risorse ambientali
-tutela promozione e valorizzazione della biodiversità
-educazione alla cittadinanza attiva e alla cura dei beni comuni
Possono presentare domanda per l’accesso al finanziamento: 
• le organizzazioni non lucrative di utilità sociale – ONLUS, in forma singola o associata (organizzazioni senza scopo di lucro iscritte presso l’Anagrafe delle Onlus tenuta presso l’Agenzia delle Entrate o comunque quelle di cui all’art. 10, comma 8, del D.Lgs. 460/1997, quali associazioni iscritte nel Registro generale del volontariato tenuto presso la Presidenza della Regione, le Cooperative Sociali di cui alla legge n. 381/1991 ecc.) che operano nel campo della sostenibilità ambientale e sociale; 
• scuole ed istituti scolastici di ogni ordine e grado del territorio forlivese;
• associazioni studentesche;
•  associazioni culturali iscritte al registro comunale delle libere forme associative;
• gruppi di volontariato;
• privati cittadini
che presenteranno apposita domanda relativamente ai tematismi sopra citati.
SCARICA IL BANDO (allegato 1) e
MODULO CONTRIBUTI (allegato 2) formato editabile
Per informazioni rivolersi al Servizio Ambiente e Protezione Civile tel. 0543 712558 – 0543 712569.

Racing to zero: zero rifiuti, zero scuse


“Racing to zero” di Christopher Beaver è un documentario che racconta un caso senza precedenti, quello della città di San Francisco che corre verso l’obiettivo rifiuti zero al 2020. Il messaggio è molto chiaro: se ce la fanno loro, la quarta città per numero di abitanti della California, al secondo posto negli Stati Uniti per densità di abitanti, ce la facciamo tutti. [ehabitat.it]

Capannori lancia il network europeo dei Comuni “Rifiuti zero”

Capannori lancia il network europeo dei Comuni “Rifiuti zero”

CAPANNORI - Si va verso un ulteriore impulso della strategia rifiuti zero, che dovrà necessariamente avere un respiro sempre più europeo. Questo quanto sta emergendo dalla tre giorni sulle buone pratiche ambientali in svolgimento a Capannori.

 

Si va verso un ulteriore impulso della strategia rifiuti zero, che dovrà necessariamente avere un respiro sempre più europeo. Questo quanto sta emergendo dalla tre giorni sulle buone pratiche ambientali in svolgimento a Capannori e promossa dall’associazione Zero Waste Europe, presieduta dal capannorese Rossano Ercolini.
All’appuntamento partecipano esperti provenienti da tutta Europa, per fare il punto su un tema decisivo per il futuro di tutto il mondo.
Nel corso dell’incontro il sindaco di Capannori Menesini ha lanciato l’idea di creare un network europeo dei Comuni che portano avanti la strategia Rifiuti Zero, perché le loro buone pratiche in campo ambientale possano essere sottoposte con maggiore autorevolezza  all’attenzione della Commissione europea.
Per quanto riguarda l’Italia si è parlato della nuova legge attualmente in discussione in parlamento, che dovrebbe incentivare le aziende, in particolare quelle di imballaggi, a realizzare prodotti che possano essere più facilmente gestiti in maniera differenziata.
A margine degli incontri si è tenuta anche una conferenza stampa del movimento che si batte contro l’inceneritore nella Piana di Firenze.

Meeting Zero Waste: l’elenco delle aziende premiate

Meeting Zero Waste: l’elenco delle aziende premiate

Dopo due giorni di conferenze, dibattiti e workshop, il Meeting Zero Waste si chiuderà con la seconda edizione – la prima risale al 2014 – della premiazione delle Aziende italiane verso Rifiuti Zero, ovvero quelle imprese che si sono distinte per l’attuazione delle buone pratiche di riduzione, riciclo e riuso dei rifiuti nelle diverse fasi di produzione. Le aziende selezionate sono in tutto dodici, e spaziano dal manifatturiero all’agricoltura, passando per il settore informatico e quello alimentare. Fra queste, tre sono le imprese della lucchesia: l’Associazione Hacking Labs, che opera per la riduzione dei rifiuti elettronici, Selene SpA e il Centro di Ricerca Lucense, entrambi partner del progetto LIFE Eco-Pulplast, per il riutilizzo dello scarto di pulper delle cartiere per la produzione di pallets. Le aziende premiate riceveranno una scultura dell’artista Stefania Brandinelli realizzata con materiali di recupero. L’azienda ‘Funghi Espresso’ inoltre donerà i kit per la coltivazione domestica dei funghi, mentre Hacking Labs ha messo a disposizione i materiali per la realizzazione di orologi da vecchi circuiti stampati.

Leggi questo articolo su: http://www.gonews.it/2016/05/21/meeting-zero-waste-lelenco-delle-aziende-premiate/
Copyright © gonews.it
Dopo due giorni di conferenze, dibattiti e workshop, il Meeting Zero Waste si chiuderà con la seconda edizione – la prima risale al 2014 – della premiazione delle Aziende italiane verso Rifiuti Zero, ovvero quelle imprese che si sono distinte per l’attuazione delle buone pratiche di riduzione, riciclo e riuso dei rifiuti nelle diverse fasi di produzione.
Le aziende selezionate sono in tutto dodici, e spaziano dal manifatturiero all’agricoltura, passando per il settore informatico e quello alimentare.
Fra queste, tre sono le imprese della lucchesia: l’Associazione Hacking Labs, che opera per la riduzione dei rifiuti elettronici, Selene SpA e il Centro di Ricerca Lucense, entrambi partner del progetto LIFE Eco-Pulplast, per il riutilizzo dello scarto di pulper delle cartiere per la produzione di pallets.
Le aziende premiate riceveranno una scultura dell’artista Stefania Brandinelli realizzata con materiali di recupero.
L’azienda ‘Funghi Espresso’ inoltre donerà i kit per la coltivazione domestica dei funghi, mentre Hacking Labs ha messo a disposizione i materiali per la realizzazione di orologi da vecchi circuiti stampati.
Dopo due giorni di conferenze, dibattiti e workshop, il Meeting Zero Waste si chiuderà con la seconda edizione – la prima risale al 2014 – della premiazione delle Aziende italiane verso Rifiuti Zero, ovvero quelle imprese che si sono distinte per l’attuazione delle buone pratiche di riduzione, riciclo e riuso dei rifiuti nelle diverse fasi di produzione. Le aziende selezionate sono in tutto dodici, e spaziano dal manifatturiero all’agricoltura, passando per il settore informatico e quello alimentare. Fra queste, tre sono le imprese della lucchesia: l’Associazione Hacking Labs, che opera per la riduzione dei rifiuti elettronici, Selene SpA e il Centro di Ricerca Lucense, entrambi partner del progetto LIFE Eco-Pulplast, per il riutilizzo dello scarto di pulper delle cartiere per la produzione di pallets. Le aziende premiate riceveranno una scultura dell’artista Stefania Brandinelli realizzata con materiali di recupero. L’azienda ‘Funghi Espresso’ inoltre donerà i kit per la coltivazione domestica dei funghi, mentre Hacking Labs ha messo a disposizione i materiali per la realizzazione di orologi da vecchi circuiti stampati.

Leggi questo articolo su: http://www.gonews.it/2016/05/21/meeting-zero-waste-lelenco-delle-aziende-premiate/
Copyright © gonews.it
Meeting Zero Waste: l’elenco delle aziende premiate

Leggi questo articolo su: http://www.gonews.it/2016/05/21/meeting-zero-waste-lelenco-delle-aziende-premiate/
Copyright © gonews.it

Obiettivo Rifiuti Zero

Obiettivo Rifiuti Zero
1. Spesa. Quando andiamo al supermercato, evitiamo i prodotti confezionati, come le carni e le verdure su vassoi di polistirolo ricoperti da pellicole aderenti. Queste confezioni ingombrano, sono difficili a volte impossibili da riciclare, inquinano a dismisura. Tenere alla larga i prodotti confezionati in questo modo è una delle prime regole per ridurre i rifiuti. Meglio acquistare al banco, dove i prodotti sono anche più freschi e non contengono gas conservanti. Meglio le confezioni di carta. Prediligiamo i prodotti sfusi e alla spina, liberandoci di inutili imballaggi in polistirolo, plastica e pvc. Allo stesso modo, evitiamo le mono-porzioni e i prodotti già preconfezionati e tagliati (come frutta e insalata).
2. Buste. Ormai bandite dall'UE quelle di plastica, si possono evitare anche quelle in Mater-Bi o simili, che comunque utilizzano una gran quantità di energia per la loro produzione: basta portare con sé da casa una borsa in tela o i pratici carrelli per la spesa ed eviteremo di dover ogni volta acquistare un sacchetto (anche il portafoglio vi ringrazierà!). 3. Latte. Dove possibile, acquistiamolo nei distributori ormai presenti in tutte le città: berremo latte fresco e prodotto vicino a noi, aiuteremo l'economia della zona e potremo riutilizzare più volte la stessa bottiglia (meglio se di vetro).  
4. Acqua. L’Italia è il terzo consumatore al mondo di acqua in bottiglia, ma può al tempo stesso vantare una quantità innumerevole di fonti da cui sgorga fresca e buonissima. Per questo asteniamoci dal bere l'acqua minerale e abituiamoci ad usare quella del rubinetto o, quando possibile, ad andare a prenderla alle fonti: eviteremo tonnellate di plastica all'ambiente!
5. Usa-e-getta. Riutilizziamo il più possibile le borse di plastica per la spesa, se ne abbiamo ancora, oppure portiamoci da casa la nostra borsa di tela. In quasi tutti i negozi oggi si usano le borse biodegradabili in mater-bi, ottime, ma non abusiamone. Evitiamo le bottiglie di plastica e a perdere, preferiamo quelle di vetro che si possono riutilizzare restituendo i vuoti, o riciclare facilmente. Evitiamo il più possibile il ricorso a prodotti usa e getta come scottex, piatti e posate di plastica, bicchieri, rasoi e contenitori: non si risparmia, non si guadagna tempo e soprattutto si inquina davvero troppo.
6. Avanzi. Impariamo a cucinare anche con gli avanzi dei cibi: esistono tantissime ricette sfiziose che aiutano a non buttar via alimenti ancora buoni e a contenere così anche gli sprechi sui fornelli.
7. Compostaggio. Trasformiamo in concime gli scarti vegetali della cucina facendo compostaggio domestico, e se possediamo un pezzetto di terra andiamo anche oltre facendo il compostaggio dell’intera frazione umida dei rifiuti. Diamoci da fare nella nostra comunità locale per organizzare la raccolta differenziata dei rifiuti e impegniamoci (perché costa fatica) ad osservarla.  Quando e dove possibile, utilizziamo gli scarti alimentari e quelli delle potature per produrre dell'ottimo compost casalingo utilizzando la compostiera: è facile e fa risparmiare soldi ed emissioni.
8. Abbigliamento e oggetti. Maglioni, pantaloni, cappotti o giocattoli ancora nuovi e funzionanti possono magari non piacerci più, ma essere utili per qualcun altro. Per questo teniamo sotto controllo i tanti mercatini dell'usato o del baratto che si svolgono nelle nostre città, nonché le raccolte per beneficienza: quello che per noi è uno scarto, per un'altra persona può diventare una preziosa risorsa.
9. Elettrodomestici e apparecchi elettronici. Prima di gettar via qualcosa, verifichiamo che non si possa riparare o che non esistano pezzi di ricambio. In ogni caso, se proprio devono diventare rifiuti, ricordiamoci che i RAEE (Rifiuti Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) vanno smaltiti con modalità precise e differenti per ogni città, ma MAI nell'indifferenziato.
10. Pannolini e assorbenti. Rappresentano una grossa parte dei rifiuti urbani prodotti nel nostro Paese. Esistono però diverse soluzioni alternative come i pannolini e gli assorbenti lavabili o le coppette mestruali: si tratta solo di cambiare leggermente le nostre abitudini e, anche in questo caso, a giovarne non sarà solo l'ambiente ma anche il portafoglio.
11.Riuso. Impariamo a riutilizzare e riparare gli oggetti ogni qualvolta è possibile, ed evitiamo il più possibile di utilizzare ciò che non si può riciclare. Vero che siamo nell’epoca dell’usa e getta, o forse ne stiamo un po’ uscendo per fortuna, ma gli oggetti di qualità che possono essere riparati e durano a lungo sono migliori da tutti i punti di vista rispetto a quelli che durano poco e devono essere sostituiti.
12. Baratto. LEGGE 28 dicembre 2015, n. 221 - Art. 66 Modifica all'articolo 180-bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in materia di scambio di beni usati (vedi art 66)

Dopo il comma 1 dell’articolo 180-bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è inserito il seguente:
«1-bis. Ai fini di cui al comma 1, i Comuni possono individuare anche appositi spazi, presso i centri di raccolta di cui all’articolo 183, comma 1, lettera mm), per l’esposizione temporanea, finalizzata allo scambio tra privati, di beni usati e funzionanti direttamente idonei al riutilizzo. Nei centri di raccolta possono altresì essere individuate apposite aree adibite al deposito preliminare alla raccolta dei rifiuti destinati alla preparazione per il riutilizzo e alla raccolta di beni riutilizzabili. Nei centri di raccolta possono anche essere individuati spazi dedicati alla prevenzione della produzione di rifiuti, con l’obiettivo di consentire la raccolta di beni da destinare al riutilizzo, nel quadro di operazioni di intercettazione e schemi di filiera degli operatori professionali dell’usato autorizzati dagli enti locali e dalle aziende di igiene urbana».

Stefano Mazzetti del PD al TG3 ER 6 Nov 2015 replica a Nomisma


Dopo una giornata in cui abbiamo coinvolto il mondo politico regionale questa sera al Tg3 ER Stefano Mazzetti, responsabile ambiente del gruppo del PD regionale, è intervenuto con dichiarazioni che fanno seguito alle prese di posizione della Rete Rifiuti Emilia Romagna dopo il servizio del Tg3 ER di ieri sera 5 Novembre sull'intervista al Presidente di Nomisma ambiente e sulle sue dichiarazioni infondate tendenziose sulla Raccolta Differenziata e a favore degli inceneritori!!!

RACCOLTA DIFFERENZIATA: INFORMAZIONE PUBBLICA STRUMENTALE

Dopo l'approvazione della Legge Regionale 16/2016 sulla diminuzione dei rifiuti le multiutily della gestione integrata dei rifiuti stanno facendo divulgare ai quotidiani nazionali e ai TG, sia nazionali che regionali, allarmismi e false informazioni - ultimo esempio in ordine di tempo il TG3 Emilia Romagna del 5 Novimenre 2015 alle ore 19:30.

Era già sucecsso il 23 ottobre scorso quando La Repubblica pubblicò un articolo a piena pagina con dichiarazioni e dati statistici del tutto infondati. Lo stesso giorno, il TG2 delle ore 20,30 (dal minuto 23,15) mandò in onda un servizio televisivo fototocopia dell'articolo.

La Rete del Movimento Nazionale Legge Rifiuti Zero si attivò da subito per reperire le fonti dei dati che venivano citate nell'articolo e si inviò anche una richiesta specifica a Nomisma Energia per sapere come avevano fatto a calcolare i costi della Racolta Differenziata.

La risposta di Nomina Energia fu di questo tenore:
«Noi aggiorniamo solo uno studio fatto nel 2012. La figura in oggetto è qua sotto. Grazie a presto Dt Davide Tabarelli  Presidente NE Nomisma Energia s.r.l.»
Dalla analisi dei dati forniti da Nomisma Energia, dall'inizio crisi economica globale, dall'anno 2008 la Racc Diff è al 30%; al 2015 è al 47% con una crescita quantitativa del 17% e un costo medio del servizio di circa 38 €/Ab/anno.
La crescita del costo del servizio (18€) si è attesta a circa 1 €/%
Nello stesso lasso di tempo (8 anni) la Racc Indifferenziata è passata dal 70% del 2008 al 58% del 2015 registrando un calo del 17% con un costo del servizio rimasto praticamente invariato (media 61,75%) rispetto a 8 anni prima.
In pratica il costo del servizio per la gestione della Racc Indifferenziata non ha subito fluttuazioni ne in crescita ne in diminuzione.
Ciò dimostra che il maggior peso in termini economici è imputabile alla Racc Indifferenziata e non certo alla Racc Diff che ha prodotto migliori risultati in termini di recupero e riciclo di materiali (quindi meno materia da smaltire in discariche e inceneritori).
Nello stesso periodo i costi di gestione del servizio sono cresciuti di circa 2 €/ab/anno; comples-sivamente di 11€/Ab/anno con un incremento medio di 1,38€/Ab/anno.

L’articolo pubblicato da La Reppblica e i servizi televisivi citano una serie di studi che, sulla base di vecchi sistemi di calcolo, cercano di dimostrare l’anti-economicità della raccolta differenziata oltre una certa soglia (70%).

Studi e calcoli che si basano ancora sul vetusto e totalmente anacronistico parametro degli Euro/tonnellata, quando invece, studi più moderni ed aggiornati usano ormai non più la tonnellata ma l’abitante (e ovunque l’abitante equivalente), come è ragionevole che sia, visto che il servizio di igiene urbana lo paga il cittadino-contribuente.

Continuare a sostenere le tesi a proprio vantaggio dividendo gli euro con le tonnellate (e ancor di più l'artifizio strumentale di comparare i costi odierni con quelli di 10 anni fa), premia i sistemi più dissipativi, ossia quelli in cui si producono più tonnellate, con un effetto distorsivo matematico. 

La migliore risposta a questo approccio politico-strumentale è ancora oggi la ricerca ufficiale della regione Lombardia, 2010, (base statistica: 11 Milioni di persone, 1545 Comuni) “Valutazione  statistico-economica dei modelli di gestione rifiuti in Regione Lombardia” nel quale si evidenzia in modo inconfutabile che all’aumento della percentuale di raccolta differenziata diminuiscono progressivamente i costi del sistema di gestione dei rifiuti.

Un confronto con alcuni capoluoghi in Emilia-Romagna dove Parma è completamente a porta a porta, ha bollette tra le più basse, RD quasi al 70% e drastica riduzione del rifiuto pro-capite a smaltimento. 

In sostanza, questa campagna mediatica vuole convivere la gente comune, il cittadino, ma non il coittadino-utente ma quello contribuente che gestire i rifiuti oggi costa di più di ieri a causa di nuovi obblighi delle Direttive europee (pretrattamento, estensione della responsabilità finanziaria a 30 anni, limite delle emissioni degli inceneritori a 0,1 ng-TEQ anziché a 10 ng-TEQ di diossine e furani ect).

Ma a fronte di tutto questo non si fa nessun riferimento ed anzi si trasmette il messaggio che "siccome negli ultimi 10 anni, è aumentata la Raccolta Differenziata, allora l'aumento di costo è imputabile alla stessa Raccolta Differenziata”.

Un sillogismo ridicolo, come se si dicesse: "HERA è stata costituita negli ultimi anni, e siccome negli stessi anni c'è stata la crisi economica globale, allora HERA è responsabile della crisi economica globale".

Il grafico seguente, fa vedere l'aumento dei costi dei servizi di igiene urbana in Italia (dunque anche per HERA) corrispondente a circa il 60% e nello stesso periodo di tempo, l'andamento a CONTARINA (8% di aumento, inferiore all'aumento del tasso ISTAT). Con ogni evidenza, tanta raccolta differenziata CONTIENE L'AUMENTO, anche se alla lobby degli inceneritori conviene far dire al presitgioso quotidiano nazionale che "l'aumento è colpa della Raccolta Differenziata".

L'analisi dei costi €/Abitante fra i Comuni dell'Emilia-Romagna con risultati di Raccolta Dirrenziata sotto e sopra la soglia del 70% (analisi elaborata sui dati ARPA escludendo i Comuni capoluogo e quelli della costa adriatica in quanto condizionati da una percentuale troppo elevata di abitanti temporanei- turisti e lavoratori pendolari) dimostra che in tutti i 340 Comuni analizzati il costo è di 158,4 €/Ab sotto soglia 70% e 134,7 €/Ab sopra soglia 70% con una differenza di 23,7 €/Ab, quindi un 15% inferiore rispetto ai Comuni meno virtuosi.


La Rete del Movimento Nazionale Legge Rifiuti Zero ha redatto un documento di controdeduzioni in risposta a questa questa campagna meditica strumentale.

Riteniamo che i mezzi di comunicazione pubblica debbano offrire al più presto un servizio di replica ed anche un confronto con questi detrattori delle politiche virtuose sulla gestione dei rifiuti che non possono più essere considerati "roba da buttare e di cui disfarci" ma vere e proprie miniere di materiali da recuperare in modo selettivo, riciclicare e destinare alla riproduzione di beni di consumo.