L.R. 16/2015 Riduzione Rifiuti Economia Circolare
Post in evidenza
PREMIO 2019 "SOTTO il MURO dei 100 KG" Comuni Emilia-Romagna Verso Rifiuti Zero
COMUNI ER RIFIUTI ZERO
VISUALIZZA E SCARICA (PDF) IL REPORT "GRADUATORIA 2019"
COMUNICATO STAMPA ACQUA-RIFIUTI DOMANDE-RISPOSTE CANDIDATI ELEZIONI REGIONALI EMILIA-ROMAGNA 2020
COMUNICATO STAMPA
Il Coordinamento regionale comitati acqua pubblica Emilia-Romagna e la Rete Rifiuti Zero Emilia-Romagna in occasione delle elezioni regionali del 26 p.v. hanno avanzato ai candidati alla presidenza della Regione e a tutte le forze politiche che si presentano una serie di punti sulla gestione di acqua e rifiuti su chi hanno chiesto una risposta di merito.Nel metodo si chiedeva di istituire un tavolo di confronto con i due movimento per l’intera legislatura e nel merito si chiedeva di sostenere la proposta proposta di legge regionale che mira a favorire la ripubblicizzazione di questi due servizi e a procedere sulla base del principio di sussidiarietà per ridare potere decisionale ai comuni, uno stop alle maxigare per favorire la ripubblicizzazione, una politica di rigorosa tutela e di risparmio della risorsa idrica, il rispetto dell’esito referendario sull’acqua pubblica e il sostegno alla proposta nazionale di ripubblicizzazione, una politica di exit strategy dall’incenerimento, anche ai fini della riduzione delle emissioni di gas climalterante, attraverso la raccolta porta a porta, tariffa puntuale, selezione del rifiuto residuo, incentivo alle pratiche di riduzione e di riuso alla qualità delle raccolte differenziate, il compostaggio domestico, di comunità e di prossimità, alla ricerca sulle tecnologie di riciclaggio, la premialità ai comuni e aziende virtuose, l’uso dei fondi europei le l’economia circolare e verde, gli acquisti verdi, nonchè la totale trasparenza e l’accesso ai dati su acqua e rifiuti garantito a tutti.
Dei 7 candidati a presidenti hanno risposto con parere positivo sostanziale sui diversi punti:
• Simone Benini candidato del M5S
• Stefano Lugli candidato per L’Altra Emilia-Romagna
• Marta Collot candidata per Potere al Popolo
Delle forze politiche hanno risposto:
• Europa Verde lista che si presenta nella coalizione di centro sinistra con risposta positiva e con impegno a portare avanti le istanze all’interno della coalizione;
• la lista 3V Vaccini Vogliamo Verità, lista che si presenta da sola e la cui risposta positiva presumibilmente vale anche per il candidato presidente Domenico Battaglia;
• per la Lista Coraggiosa del centro sinistra hanno risposto i candidati Igor Taruffi, consigliere uscente di SI e già firmatario della proposta di legge, e Edward Jan Necki ambedue con risposta positiva.
Si fa presente che la proposta di legge dei nostri due movimenti era stata già sottoscritta sia dal capogruppo del M5S che da consiglieri regionali appartenenti ai gruppi di Sinistra Italiana, l’Altraemiliaromagna e Misto.
Nessuna Risposta è pervenuta da:
• Stefano Bonaccini candidato della coalizione del centro sinistra,
• Lucia Bergonzoni candidata della coalizione di centro destra,
• Laura Bergamini candidata del Partito Comunista.
Inoltre:
• Nessuna delle liste del centro destra (Lega, FdI, FI, Lista Bergonzoni, Popolo delle Famiglia, Giovani Ambiente) ha dato una risposta.
• Nella coalizione del centro sinistra non hanno risposto PD, Lista Bonaccini, + Europa e Volt.
21 gennaio 2020
PS: per ogni ulteriore approfondimento, il documento dei comitati con le domande ai candidati e alle forze politiche e le risposte ricevute si rinvia al seguente link: https://rifiutizeroer.blogspot.com/2020/01/comunicato-stampa-acqua-rifiuti-domande.html
RISPOSTE RICEVUTE (in PDF):
M3V
Simone Benini M5S ER
Marta Callot Potere al Popolo
Europa Verde Emilia-Romagna
Edward Jan Necki Emilia-Romagna Coraggiosa
Stefano Lugli L'Altra Emilia-Romagna
Igor Taruffi Emilia-Romagna Coraggiosa
Acqua-rifiuti: domande ai candidati governatori e liste elezioni regionali 2020 per l'Emilia-Romagna
Il Coordinamento Comitati Acqua Pubblica e la Rete Rifiuti Zero dell'Emilia Romagna che hanno promosso una legge su acqua-rifiuti già depositata in Regione, chiedono ai candidati alla Presidenza della Regione Emilia Romagna e alle forze politiche che partecipano alla competizione elettorale un impegno a istituire un tavolo permanente di confronto con i due Movimenti e di prendere posizione sulla proposta di legge e su una serie di problematiche relative alle due tematiche elencate nel documento che segue "Acqua-rifiuti: domande ai candidati governatori e liste elezioni regionali 2020 per l'Emilia-Romagna"
(vedi anche allegato in Pdf).
(VEDI COMUNICATO STAMPA E RISPOSTE RICEVUTE DA CANDIDATI E GRUPPI POLITICI PER LE ELEZIONI REGIONALI 2020)
Si chiede di far pervenire una
risposta scritta di merito entro il 18 gennaio all'indirizzo mail:
e/o all'indirizzo mail di:
Natale Belosi - Rete Rifiuti
Zero ER natbel@libero.it
Per eventuali contatti:
Corrado Oddi: 342 921 8650 - Natale Belosi: 333 790 8292
Acqua-rifiuti: domande ai candidati governatori e liste elezioni regionali 2020 per l'Emilia-Romagna
Siamo a più di 8 anni
dai referendum per l’acqua pubblica e sui servizi pubblici locali. In Emilia
Romagna i risultati furono i seguenti:
1. Modalità di affidamento e gestione dei servizi
pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione
Votanti
|
2.148.515
|
64,15%
|
Sì
|
2.013.112
|
95,03%
|
2.Determinazione della tariffa del
servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale
investito - Abrogazione parziale di norma
|
|||
Votanti
|
2.148.745
|
64,16%
|
|
Sì
|
2.025.958
|
95,41%
|
|
Nonostante i risultati fossero chiari, né
i governi e parlamenti nazionali, né la giunta regionale e l’assemblea
legislativa, hanno operato per corrispondere alla volontà maggioritaria
dei cittadini.
A livello nazionale, la discussione sulla
proposta di legge Daga, che riprende le proposte del Forum Italiano dei
Movimenti per l’Acqua e dà coerente applicazione all’esito referendario, è
sostanzialmente ferma alla Camera dei deputati, mentre la nuova regolazione
tariffaria sul servizio idrico costruita da ARERA ha reintrodotto da diversi
anni la remunerazione del capitale investito, seppure con un’altra definizione
lessicale, che ha peraltro prodotto notevoli aumenti tariffari.
Il tema dell’acqua bene comune continua ad essere elemento strategico, indicatore delle scelte di fondo
di un’idea di modello sociale e di convivenza, elemento decisivo ai fini della
qualità della vita dei cittadini, della tutela e salvaguardia dell’ambiente,
della conservazione del patrimonio ambientale per la sopravvivenza delle future
generazioni. In quanto risorsa essenziale per la vita, ancor più soggetta ad
aggressione e scarsità nell’attuale situazione di cambiamento climatico, essa
non può soggiacere a logiche di mercato e di profitto; il servizio idrico va
quindi orientato al perseguimento di finalità pubbliche e gestito attraverso la
partecipazione dei cittadini che usufruiscono di esso e dei lavoratori che lo
producono. Va inoltre sottolineato come i temi della gestione del servizio
idrico, e più in generale del ciclo integrale dell’acqua, siano elementi
strategici per una regione come l’Emilia-Romagna che sta dimostrando evidenti
fragilità sia sul piano ambientale che del dissesto idrogeologico (cambiamento
del clima, frane, allagamenti, conseguenze della cementificazione e dell’impermeabilizzazione
del suolo).
Per quanto riguarda il ciclo dei rifiuti, consapevoli che il livello medio di vita degli italiani, oltre che del
Nord del mondo, è insostenibile dato che stiamo consumando il 280% delle
risorse messe nostra a disposizione dal pianeta, e che l'Italia è un paese con
scarse risorse prime e quindi in gran parte dipendente dalle importazioni, la
politica sui rifiuti va intesa come una politica per rendere al massimo
efficiente i processi produttivi e di consumo, in modo da ridurre al massimo il
consumo di risorse, e comunque entro i limiti di quelli messi a disposizione
dal pianeta, ridurre al massimo la produzione di rifiuti, reimmettere come
materia nei cicli produttivi quegli scarti che non possono essere evitati,
ricercare tutte le soluzioni tecniche perché gli scarti non riciclabili siano
ricondotti a zero. Una legge di iniziativa popolare in tal senso è depositata
ma ignorata in parlamento.
Occorre che la normativa e i piani
regionali di gestione dei rifiuti, come ormai prevede anche la normativa
europea, prevedano una exit strategy dall'incenerimento (perché strumento di
spreco di materia non più riutilizzabile, con limitato recupero energetico ma
con emissioni di CO2 nettamente superiore al mix energetico nazionale), e un'uscita
dalle discariche, il cui uso residuo deve essere inteso come deposito
temporaneo di rifiuti per un successivo utilizzo nel momento in cui le nuove
tecnologie ne permetteranno l'uso ai fini della reimmissione nei cicli
produttivi. Avviando già da ora gli impianti di trattamento realizzabili con
veri distretti del riciclo per le diverse materie prime seconde.
Sotto questo aspetto il criterio
principale di giudizio per la gestione efficiente dei rifiuti, la
"minimizzazione dei rifiuti non inviati a riciclaggio" (art. 4 comma
1 legge regionale ER n. 16/2015), che sostituisce l'obsoleto criterio di
raccolta differenziata, va sostenuto, aggiornato sulla base di quanto previsto
dalle nuove direttive sull'economia circolare (per riciclaggio si intende quanto
effettivamente riciclato al netto degli scarti), assunto come punto di
riferimento per il prossimo aggiornamento del Piano Regionale di Gestione dei
Rifiuti, per i meccanismi di incentivazione disincentivazione, per
l'elaborazione di tutti i dati e per la comunicazione delle performances a
livello regionale.
Relativamente agli aspetti istituzionali, si scelse nel dicembre del 2011 di varare la legge regionale che
sopprimendo gli ATO territoriali, sottraeva i poteri decisionali dai comuni
consegnandoli al consiglio di Ambito di ATERSIR.
Inoltre anche a livello proprietario le
aziende concessionarie del servizio come ad esempio HERA, vede il costante
ridimensionamento della parte pubblica che oggi è circa del 46,6% a fronte di
un 53,4% in mano ai privati.
Forte è quindi l’asimmetria fra il gestore
e i singoli comuni e anche con ATERSIR.
ATERSIR, Sta impiegando oltre 7 anni dalla
scadenza per definire i nuovi affidamenti, un tempo enorme, e la sua struttura
operativa non riesce a garantire il normale esercizio, di fronte alle numerose
incombenze su acqua e rifiuti.
Per questo il Coordinamento dei Comitati
per l’acqua bene comune Emilia Romagna e la RETE Rifiuti Zero, hanno avanzato
la proposta di una legge regionale che riorganizzi complessivamente ATERSIR, rafforzando
la parte tecnica e organizzativa e restituendo ai territori ed ai comuni la
potestà decisionale, e configurando strumenti economici per favorire i processi
di ripubblicizzazione del servizio idrico e dei rifiuti, in particolare alla
scadenza degli affidamenti. La proposta di legge è stata presentata da diversi
consiglieri regionali nel maggio scorso.
Riteniamo quindi che le forze politiche e
i candidati governatori partecipanti al processo elettorale, debbano esprimersi
preventivamente ed impegnarsi sia se avranno funzioni di governo, sia se
saranno all’opposizione, dichiarando la loro volontà e prendendo una posizione
scritta, favorevole, contraria o articolata, sui temi qui sotto elencati:
- Nel metodo, un impegno ad istituire da subito un tavolo permanente di confronto tra la Giunta regionale e i movimenti per l’acqua e i rifiuti per discutere preventivamente le politiche e i provvedimenti che si intendono mettere in campo in questi ambiti e per seguirne gli sviluppi nell'intero arco della legislatura.
- sostenere la proposta di legge nazionale di iniziativa popolare del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua finalizzata alla ripubblicizzazione del servizio idrico e ripresa pressochè integralmente nel testo presentato dall’on. Daga, che si basa sulla gestione del servizio idrico effettuata tramite Enti di diritto pubblico, in particolare le Aziende speciali, superando ogni forma gestionale svolta da SpA, e sull’eliminazione del profitto garantito presente nelle tariffe, anche attraverso l’abrogazione di ARERA;
- attivarsi per l'eliminazione della remunerazione del capitale investito, e cioè il profitto garantito, nelle tariffe del servizio idrico, che, sulla base della regolazione tariffaria di ARERA, oggi arriva a circa il 5,3% di rendimento garantito, seppure denominata in altro modo, nonostante il chiaro pronunciamento referendario del 2011 che l'ha abrogato;
- sostenere la proposta di legge presentata da diversi consiglieri regionali nel maggio 2019 e da due Comuni in materia di gestione pubblica e organizzazione del servizio idrico e di gestione dei rifiuti in Emilia-Romagna, laddove prevede l’abrogazione della struttura politica centralizzata di Atersir e il passaggio delle sue funzioni fondamentali a Ambiti Territoriali ottimali di tipo provinciale, sulla base del principio di sussidiarietà e riportando la fase decisionale più vicina ai cittadini con processi partecipativi della popolazione e dei lavoratori del settore.
- poiché molti affidamenti sulla gestione dei rifiuti e acqua sono scaduti ma non riassegnati e molti altri sono in scadenza nel giro di pochi anni, tenendo conto che la scadenza delle concessioni è il momento più favorevole per procedere alla ripubblicizzazione, sostenere la proposta di legge regionale su acqua e rifiuti laddove prevede di favorire processi di ripubblicizzazione che i comuni decideranno, anche attraverso appositi fondi di investimento e garanzia. Ciò presuppone anche che vengano sospese le gare in corso sull’affidamento del servizio idrico e di gestione dei rifiuti;
- istituire un tavolo permanente regionale coi rappresentanti dei movimenti acqua e rifiuti e a livello territoriale tavoli partecipativi per studiare sin da adesso la fattibilità della ripubblicizzazione del servizio idrico e di quello dei rifiuti e per seguire e intervenire sull'evoluzione della loro gestione;
- promuovere politiche di tutela della risorsa idrica e di gestione del territorio e dell’ambiente e avviare processi di investimento pubblico diffusi sul territorio al fine di sviluppare lavoro e tecnologie innovative per migliorare la qualità ambientale del territorio, e ridurne la fragilità;
- rafforzare l'incentivo ai sistemi di raccolta che minimizzano tutti i rifiuti non riciclati (rifiuto residuale, raccolte differenziate a discarica o incenerimento, scarti delle raccolte differenziate), penalizzando quelli a minore efficacia. Promuovere la tracciabilità di tutti i rifiuti. Introdurre incentivi basati sulla maggiore purezza merceologica delle raccolte differenziate per minimizzare gli scarti, e introdurre differenziazioni di costo al trattamento su questo criterio, e un monitoraggio continuo sulla qualità delle raccolte differenziate. Introdurre la premialità ai Comuni che praticano la tariffa puntuale, in particolare a quelli che l'applicano su più frazioni, e la penalizzazione di quelli che non l'hanno applicata nei tempi previsti dalla legge 15/2015;
- introdurre la selezione del rifiuto residuo ai fini di un ulteriore recupero di materia e per togliere le plastiche dai rifiuti destinati a incenerimento e programmare una exit strategy dall'incenerimento entro il 2030 ai fini della lotta ai cambiamenti climatici;
- creare una struttura di supporto per i Comuni che vogliono ripubblicizzare il servizio di raccolta. Impedire forme di monopolio del trattamento e riciclaggio dei rifiuti come attualmente per il compostaggio. In questo quadro, occorre pensare anche alla possibile separazione tra gestione del servizio di raccolta dei rifiuti da quello di gestione del trattamento e smaltimento dei rifiuti, prevedendo per la prima grandezze dei bacini conformi alle indicazioni dell’Autorità per la concorrenza;
- rivedere, con fondi dei PSR Europei, con fondi Regionali o con prelievi da Tariffa, finanziamenti importanti per la costruzione di impianti in grado di riutilizzare le frazioni raccolte in maniera differenziata. Incentivare e favorire le produzioni che utilizzano materiali riciclati. Avviare altresì ricerche, con l’università e le aziende, per individuare i prodotti non riciclabili ed agire successivamente per la loro riprogettazione in prodotti riciclabili; prevedere meccanismi di premialità per le Aziende che negli anni riducono i loro rifiuti indifferenziati e migliorano la qualità delle frazioni differenziate, finanziando tale misura con un incremento della tassa sullo smaltimento dei rifiuti speciali;
- incentivare e pianificare l’autocompostaggio, il compostaggio di comunità e il compostaggio di piccola scala. Individuare un obiettivo indicativo del 30% dei rifiuti organici che possono essere trattati con queste metodiche. Promuovere impianti di trattamento dei rifiuti organici in ogni provincia, con dimensioni massime indicativamente di 30.000 ton/anno trattate, coinvolgendo, nella loro realizzazione e gestione, le realtà agricole. A tal fine si dovranno prevedere degli appositi incentivi rivolti agli agricoltori che desiderano realizzare questi impianti. Stabilire pertanto la seguente gerarchia nella pianificazione della gestione della frazione organica dei rifiuti: prevenzione, autocompostaggio, compostaggio di comunità, compostaggio locale e di piccola scala, impianti di trattamento della frazione organica provinciali di massimo 30.000 ton/anno;
- monitoraggio degli acquisti di tutti gli Enti pubblici per obbligarli a fornirsi esclusivamente di prodotti derivanti dal riciclo, nonché nell’utilizzo del compost nei giardini e parchi pubblici; ridare nuovo impulso a quanto previsto dalla legge regionale 16/2015 su riuso e riduzione dei rifiuti attraverso l'attuazione dei centri comunali del riuso da collocarsi presso i centri di raccolta, incentivando la distribuzione di prodotti sfusi (acqua, vino, detersivi, latte, ecc.) e tutti gli altri progetti di riduzione; divieto di utilizzo della plastica e degli oggetti usa e getta nelle mense scolastiche, ospedaliere e sociosanitarie convenzionate, nonché nelle feste pubbliche; in particolare dovrà diventare obbligatoria nelle scuole e nei locali degli Enti pubblici l’uso di distributori di acqua e di borracce; dovrà essere obbligatoria, o comunque fortemente consigliata e incentivata, una campagna di informazione e/o formazione nelle Scuole e nelle Associazioni di Volontariato convenzionate;
- attuare una completa trasparenza dei dati relativi alla produzione dei rifiuti, con accesso continuo alla visione dei dati ORSO a tutti, l'obbligo ai gestori di mettere in rete i dati della loro produzione della destinazione dei rifiuti raccolti, dei costi e dei ricavi sostenuti. I rendiconti gestionali dovranno essere messi in rete entro il giugno dell'anno successivo.
Coordinamento regionale comitati acqua
pubblica Emilia-Romagna
Rete rifiuti zero Emilia-Romagna
Il documento è condiviso anche da AIC (
Associazione Italiana Compostaggio)
PERSICETO RIFIUTI ZERO 2019 - RIFIUTI 2030
Venerdì 15 novembre, ore 20.45
Sala Consiliare del Municipio - Corso Italia 70 – S.G. Persiceto
“I rifiuti nel 2030”
Incontro per presentare e spiegare le novità sulla raccolta e gestione dei rifiuti urbani e gli sviluppi sulla tariffa puntuale.
Partecipano:
Lorenzo Pellegatti, sindaco di San Giovanni in Persiceto
Massimiliano Varriale, consulente Energetico Wwf per la gestione dei rifiuti
Natale Belosi, esperto di Rete Rifiuti Zero
Giancarlo Mazzoli, consigliere di San Giovanni in Persiceto
Francesco Furlani, consigliere di San Giovanni in Persiceto
Modera l’incontro Andrea Cocchi di Rete Rifiuti Zero
RIFIUTI ZERO APPELLO AI CANDIDATI SINDACO IN ROMAGNA
3 Maggio 2019
COMUNICATO STAMPA
GESTIONE DEI
RIFIUTI, LA DOMANDA AI CANDIDATI SINDACO: QUAND'E' CHE LA ROMAGNA
ADOTTERA' IL PRINCIPIO “CHI INQUINA PAGA?”
Legambiente e
la Rete rifiuti Zero chiedono ai candidati sindaco e alle forze politiche di
pronunciarsi sulla raccolta porta a porta e sulla tariffazione puntuale in cui
si pagano i rifiuti effettivamente prodotti
Gestione dei rifiuti: a quando la messa
in pratica del principio “chi inquina paga?” Se lo chiedono il circolo Legambiente
“A. Cederna” e la Rete Rifiuti Zero dopo le partecipate
assemblee pubbliche per illustrare i “nuovi sistemi” di raccolta nel
territorio della “Romagna” e soprattutto lo chiedono ai
candidati sindaco alle prossime elezioni amministrative che vedranno il rinnovo
dI diversi consigli comunali.
Le novità fin qui annunciate si
limitano infatti alla riproposizione dei classici cassonetti stradali, ora
raggruppati in “isole ecologiche di base”, rimandando alla prossima
volta la realizzazione di un sistema di raccolta porta a porta in cui ognuno
paga per i rifiuti realmente prodotti. Affrontare la gestione dei rifiuti come
questione ambientale non è però più un’opzione, ma un obbligo, reso pressante
dal fatto che il cambiamento climatico e lo sperpero delle risorse molto al di
sopra delle possibilità di rigenerazione del pianeta sono oggi una certezza
conclamata.
Come dimostrano i dati statistici dei
comuni della nostra regione, i migliori risultati in quantità e qualità sono
raggiunti dai comuni porta a porta integrale con tariffa puntuale.
“Nel Carpigiano i rifiuti
indifferenziati da smaltire, dai 250 iniziali sono ormai sotto i 60 kg per
abitante contro il doppio dei comuni a calotta - ha
dichiarato Natale Belosi, coordinatore della Rete Rifiuti Zero - mentre
le impurità e quindi gli scarti delle frazioni differenziate nella calotta sono
almeno 3 volte rispetto al porta a porta. Risultato: nella calotta lo spreco di
risorse da bruciare o interrare si moltiplica. Alea, la nuova società pubblica
Forlivese, dopo i prevedibili e inevitabili mesi di caos nel momento della
trasformazione del sistema di raccolta, presenta ora dati tendenziali come
quelli del Carpigiano, con un'ottima qualità e, ora, con un territorio pulito e
libero da cassonetti, il tutto con un calo dei costi dell'8,7%”.
“La situazione richiede che si
affrontino le criticità e i costi del sistema, che ricadono sui cittadini e le
imprese. È necessaria una partecipazione attiva e puntuale dei cittadini alla
gestione, basata sul principio “chi inquina paga” - ha
dichiarato Yuri Rambelli, presidente del circolo Legambiente “A.
Cederna” - l'obiettivo prioritario deve essere infatti la
riduzione dei rifiuti prodotti, che si potrebbe raggiungere penalizzando
l'eccesso di imballaggi, ma anche responsabilizzando le imprese produttrici e
distributrici”.
Tra le misure possibili ci può essere
la vendita di bevande in contenitori da restituire su cauzione, come si faceva
fino a pochi anni fa. La stessa raccolta differenziata dovrebbe essere
finalizzata al riciclaggio tramite “conferimento premiato nelle isole
ecologiche” e contestualmente estendere, ovunque possibile, la raccolta “porta
a porta” in modo da giungere al superamento dei cassonetti stradali e
contrastare così efficacemente gli “abusi” quotidiani .
Cosa hanno dunque intenzione di fare i
comuni della Romagna, dopo le elezioni del prossimo 26 Maggio? La Rete Rifiuti Zero Emilia-Romagna e
Legambiente chiedono a tutti i candidati Sindaco e a tutte le forze politiche
di pronunciarsi su questo: confermare la scelta della raccolta porta a porta
con tariffa puntuale su tutto il territorio, meglio se implementata su tutte le
frazioni, da attuarsi entro i tempi stabiliti per legge. La non risposta è
considerata risposta negativa. Le risposte dei candidati sindaco e delle liste
verranno rese note in tempi utili prima delle elezioni amministrative e si
invita fin da ora a non votare quei candidati e quelle liste che non avranno
aderito esplicitamente a quanto chiesto.
PER ADERIRE:
LEGAMBIENTE A. CEDERNA tel. 348-3697503 email: legambiente.lugo@alice.it
RETE RIFIUTI ZERO EMILIA ROMAGNA tel. 333-7908292 email: natbel@libero.it
PER ADERIRE:
LEGAMBIENTE A. CEDERNA tel. 348-3697503 email: legambiente.lugo@alice.it
RETE RIFIUTI ZERO EMILIA ROMAGNA tel. 333-7908292 email: natbel@libero.it
Richiesta di pronunciamento sulla gestione rifiuti Ai canditati sindaco Alle forze politiche
Richiesta
di pronunciamento sulla gestione rifiuti
Ai canditati sindaco
Alle forze politiche
Che si presentano alle elezioni
amministrative 2019
È ora di fare chiarezza e riportare il problema della gestione rifiuti
nell’unico contesto in cui è sensato dibatterne. Quotidianamente, infatti, si
aprono accese discussioni sulla raccolta differenziata e sullo smaltimento dei
rifiuti, discussioni che caratterizzano in particolar modo la nostra politica
locale: chi ne fa una questione di decoro urbano, chi vuole prendere decisioni
sulla base della sola convenienza economica, chi invece non vuole interferire
con la vita privata dei cittadini alterando comode abitudini, chi pensa
all’ennesimo complotto e si domanda a chi giova differenziare, chi fa
correlazioni con il consenso elettorale… ma c’è qualcuno che pone i rifiuti
come problema principalmente ambientale?
Affrontarlo come questione ambientale non è più un’opzione, ma un obbligo,
reso pressante dal fatto che il cambiamento climatico è una certezza ed ormai già
in corso, reso pressante dal fatto che stiamo consumando il 170% delle risorse
messe a disposizione dal pianeta trasformandole in rifiuti e questo è
insostenibile ormai anche nel breve termine. Scegliere un sistema di raccolta che privilegia la riduzione verso zero
dei rifiuti da smaltire in discarica o inceneritore e la diminuzione complessiva
del monte rifiuti consente di preservare le risorse naturali attingendo a
risorse rinnovabili derivate dai rifiuti e promuove un’economia circolare
abbandonando i processi lineari. Pertanto operare la giusta scelta del tipo
di raccolta dei rifiuti significa lasciare ancora qualche chance alle nuove
generazioni, curarsi della loro salute attraverso il rispetto per
gli equilibri dell’ambiente.
Analizzare il problema rifiuti dal punto di vista ambientale non significa
aderire a posizioni ideologiche preconcette, ma affrontare argomentazioni
scientifiche e aspetti oggettivi che non lasciano campo a interpretazioni
discrezionali. Vuol dire anche non trascurare le altre dimensioni del problema,
quella culturale, sociale, economica … che certamente esistono, ma alle quali
va dato un corretto peso e non vanno rese prioritarie rispetto alla nostra
salute e a quella del pianeta.
È ormai riconosciuto che organizzare la raccolta in modalità porta a porta è il primo passo da
compiere per ripristinare un ciclo spezzato, un passo necessario e
propedeutico, che va accompagnato poi da tutte le altre pratiche di riduzione
dei rifiuti e di recupero di materiali ancora utilizzabili (corretta
impiantistica).
In questi mesi però stiamo assistendo a una mistificazione della realtà, dove la banale apposizione di una calotta
su un normale cassonetto stradale sembra sufficiente a riabilitare un sistema
di raccolta, quello stradale, che ha già ampiamente dimostrato i suoi limiti.
Un semplice accorgimento tecnologico trasforma la raccolta stradale e, anzi, la
innalza a chiave di successo per raggiungere gli ambiziosi obbiettivi regionali.
Il successo del metodo di raccolta stradale con calotta, viene certificato
con indicatori parziali, senza fornire tutti i parametri necessari ad una
valutazione scientifica rigorosa: si parla solo di percentuale di
differenziazione, un concetto che ormai ha fatto il suo tempo, senza dare dati
esatti e ufficiali sulla qualità del materiale differenziato, senza confrontare
l’intensità dei pretrattamenti necessari per recuperare i materiali (e quindi i
costi collegati), senza comparare i quantitativi di indifferenziato residuo
pro-capite, la cui diminuzione deve essere il primo e vero obbiettivo di ogni
politica di gestione rifiuti. Perchè l’indifferenziato e gli scarti delle
frazioni raccolte sono gli unici rifiuti non recuperabili, che non producono
materiale nuovamente trasformabile in materia prima, l’unico rifiuto che si può
solo bruciare o interrare.
I dati consolidati dal tempo e dalla statistica,
non quelli istantanei usati per propaganda, dimostrano inequivocabilmente che i
migliori Comuni della Regione che non solo hanno già raggiunto, ma anche abbondantemente
superato i risultati richiesti dalla LR16/2015 di riduzione dei rifiuti da
smaltire sono i Comuni con il sistema basato sulla raccolta porta a porta
integrale con tariffa puntuale. L'intero bacino di Carpi è ormai sotto i 60 Kg
procapite di rifiuto indifferenziato da smaltire rispetto ai circa 120 dei
comuni a calotta con tariffa puntuale. Alcuni comuni porta a porta sono quinti
perfino sotto i 25 kg di indifferenziato procapite all'anno. A questi occorre
aggiungere anche gli scarti delle frazioni differenziate che, sulla base dei
dati regionali sono mediamente circa 65 kg. Ma questo 65 è la media fra un
porta a porta più pulito con quantitativi di scarto molto più bassi e una
raccolta stradale con scarti molto superiori. Risultato: nella calotta lo spreco di risorse da bruciare o interrare si
moltiplica.
Alea, la nuova società pubblica Forlivese, dopo i
prevedibili e inevitabili mesi di caos nel momento della trasformazione del
sistema di raccolta, presenta ora dati tendenziali come quelli del Carpigiano,
con un'ottima qualità e, ora, con un territorio pulito e libero da cassonetti,
il tutto con un calo dei costi dell'8,7%.
Hera, la società che gestisce i rifiuti nel ravennate e unica partecipante
alla gara per il nuovo servizio, sta attuando o propone, nei diversi comuni che
serve, una raccolta stradale con calotta per la tariffazione puntuale tramite
Isole Ecologiche di Base (IEB), a differenza della maggior parte degli altri
gestori dell'Emilia Romagna che si sono orientati verso una raccolta porta a
porta con tariffa puntuale. Si ricorda che la tariffa puntuale è obbligatoria
per tutti i comuni della Regione a partire dal 1-1-2021.
I comuni del Ravennate e del Cesenate al momento della Gara per l'affidamento del
servizio, visti i risultati negativi della raccolta a calotta del Riminese
soprattutto sotto l'aspetto qualitativo, avevano scelto di attuare la raccolta
porta a porta almeno di indifferenziato e umido.
Viceversa nei mesi scorsi HERA ha svolto numerose
assemblee in vari comuni del ravennate proponendo le IEB.
Di fatto non abbiamo visto nero su bianco
pronunciamenti degli amministratori che smentiscano la proposta che HERA sta
avanzando. Ci chiediamo quindi chi decide il servizio nei nostri comuni? Noi
vogliamo sperare che siano le Amministrazioni locali e non HERA.
La Rete Rifiuti Zero Emilia Romagna
e Legambiente A. Cederna chiedono a tutti i candidati Sindaco e alle liste dei
comuni della provincia di Ravenna che vanno al voto alle prossime elezioni
amministrative di pronunciarsi entro il 15 maggio 2019 almeno su un punto:
di confermare la
scelta della raccolta porta a porta con tariffa puntuale da attuarsi nei tempi stabiliti dalla legge.
(meglio se
implementata su tutte le frazioni)
La non risposta equivale
ad una risposta negativa.
La Rete Rifiuti Zero ER e Legambiente ….. renderanno note le risposte dei
candidati sindaco e delle liste in tempi utili prima delle elezioni
amministrative e inviteranno gli
elettori a non votare quei candidati e quelle liste che non avranno confermato
questo punto.
Yuri Rambelli Legambiente A.
Cederna
Natale Belosi Coordinatore
Rete Rifiuti Zero E.R.
Iscriviti a:
Post (Atom)







