COMUNICATO STAMPA ACQUA-RIFIUTI DOMANDE-RISPOSTE CANDIDATI ELEZIONI REGIONALI EMILIA-ROMAGNA 2020

COMUNICATO STAMPA

Il Coordinamento regionale comitati acqua pubblica Emilia-Romagna e la Rete Rifiuti Zero Emilia-Romagna in occasione delle elezioni regionali del 26 p.v. hanno avanzato ai candidati alla presidenza della Regione e a tutte le forze politiche che si presentano una serie di punti sulla gestione di acqua e rifiuti su chi hanno chiesto una risposta di merito.

Nel metodo si chiedeva di istituire un tavolo di confronto con i due movimento per l’intera legislatura e nel merito si chiedeva di sostenere la proposta proposta di legge regionale che mira a favorire la ripubblicizzazione di questi due servizi e a procedere sulla base del principio di sussidiarietà per ridare potere decisionale ai comuni, uno stop alle maxigare per favorire la ripubblicizzazione, una politica di rigorosa tutela e di risparmio della risorsa idrica, il rispetto dell’esito referendario sull’acqua pubblica e il sostegno alla proposta nazionale di ripubblicizzazione, una politica di exit strategy dall’incenerimento, anche ai fini della riduzione delle emissioni di gas climalterante, attraverso la raccolta porta a porta, tariffa puntuale, selezione del rifiuto residuo, incentivo alle pratiche di riduzione e di riuso alla qualità delle raccolte differenziate, il compostaggio domestico, di comunità e di prossimità, alla ricerca sulle tecnologie di riciclaggio, la premialità ai comuni e aziende virtuose, l’uso dei fondi europei le l’economia circolare e verde, gli acquisti verdi, nonchè la totale trasparenza e l’accesso ai dati su acqua e rifiuti garantito a tutti.

Dei 7 candidati a presidenti hanno risposto con parere positivo sostanziale sui diversi punti:
•    Simone Benini candidato del M5S
•    Stefano Lugli candidato per L’Altra Emilia-Romagna
•    Marta Collot candidata per Potere al Popolo 


Delle forze politiche hanno risposto:
•    Europa Verde lista che si presenta nella coalizione di centro sinistra con risposta positiva e con impegno a portare avanti le istanze all’interno della coalizione;
•    la lista 3V Vaccini Vogliamo Verità, lista che si presenta da sola e la cui risposta positiva presumibilmente vale anche per il candidato presidente Domenico Battaglia;
•    per la Lista Coraggiosa del centro sinistra hanno risposto i candidati Igor Taruffi, consigliere uscente di SI e già firmatario della proposta di legge, e Edward Jan Necki ambedue con risposta positiva.


Si fa presente che la proposta di legge dei nostri due movimenti era stata già sottoscritta sia dal capogruppo del M5S che da consiglieri regionali appartenenti ai gruppi di Sinistra Italiana, l’Altraemiliaromagna e Misto.

Nessuna Risposta è pervenuta da:
•    Stefano Bonaccini candidato della coalizione del centro sinistra,
•    Lucia Bergonzoni candidata della coalizione di centro destra,
•    Laura Bergamini candidata del Partito Comunista.

Inoltre:
•    Nessuna delle liste del centro destra (Lega, FdI, FI, Lista Bergonzoni, Popolo delle Famiglia, Giovani Ambiente) ha dato una risposta.
•    Nella coalizione del centro sinistra non hanno risposto PD, Lista Bonaccini, + Europa e Volt.


21 gennaio 2020
PS: per ogni ulteriore approfondimento, il documento dei comitati con le domande ai candidati e alle forze politiche e le risposte ricevute si rinvia al seguente link: https://rifiutizeroer.blogspot.com/2020/01/comunicato-stampa-acqua-rifiuti-domande.html


RISPOSTE RICEVUTE (in PDF):
M3V
Simone Benini M5S ER
Marta Callot Potere al Popolo
Europa Verde Emilia-Romagna
Edward Jan Necki Emilia-Romagna Coraggiosa
Stefano Lugli L'Altra Emilia-Romagna
Igor Taruffi Emilia-Romagna Coraggiosa

















 
Movimento 3V
Vaccini Vogliamo Verità
  Simone Benini MoVimento 5 Stelle Emilia-Romagna
  Marta Callot
Potere al Popolo
  Europa Verde
Emilia-Romagna
  Edward Jan Necki Emilia-Romagna Coraggiosa
  Stefano Lugli
L'Altra Emilia-Romagna
  Igor Taruffi
Emilia-Romagna Coraggiosa

Acqua-rifiuti: domande ai candidati governatori e liste elezioni regionali 2020 per l'Emilia-Romagna

 
Il Coordinamento Comitati Acqua Pubblica e la Rete Rifiuti Zero dell'Emilia Romagna che hanno promosso una legge su acqua-rifiuti già depositata in Regione, chiedono ai candidati alla Presidenza della Regione Emilia Romagna e alle forze politiche che partecipano alla competizione elettorale un impegno a istituire un tavolo permanente di confronto con i due Movimenti e di prendere posizione sulla proposta di legge e su una serie di problematiche relative alle due tematiche elencate nel documento che segue "Acqua-rifiuti: domande ai candidati governatori e liste elezioni regionali 2020 per l'Emilia-Romagna"
(vedi anche allegato in Pdf)
.
(VEDI COMUNICATO STAMPA E RISPOSTE RICEVUTE DA CANDIDATI E GRUPPI POLITICI PER LE ELEZIONI REGIONALI 2020)

Si chiede di far pervenire una risposta scritta di merito entro il 18 gennaio all'indirizzo mail:
e/o all'indirizzo mail di:
Corrado Oddi – Coordinamento Comitati Acqua Pubblica corrado.oddi131157@gmail.com
Natale Belosi - Rete Rifiuti Zero ER natbel@libero.it
Per eventuali contatti:
Corrado Oddi: 342 921 8650 - Natale Belosi: 333 790 8292

Acqua-rifiuti: domande ai candidati governatori e liste elezioni regionali 2020 per l'Emilia-Romagna

Siamo a più di 8 anni dai referendum per l’acqua pubblica e sui servizi pubblici locali. In Emilia Romagna i risultati furono i seguenti: 
1. Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione
Votanti
2.148.515
64,15%
Sì
2.013.112
95,03%

2.Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito - Abrogazione parziale di norma
Votanti
2.148.745
64,16%

Sì
2.025.958
95,41%

Nonostante i risultati fossero chiari, né i governi e parlamenti nazionali, né la giunta regionale e l’assemblea legislativa,  hanno operato per corrispondere alla volontà maggioritaria dei cittadini.
A livello nazionale, la discussione sulla proposta di legge Daga, che riprende le proposte del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e dà coerente applicazione all’esito referendario, è sostanzialmente ferma alla Camera dei deputati, mentre la nuova regolazione tariffaria sul servizio idrico costruita da ARERA ha reintrodotto da diversi anni la remunerazione del capitale investito, seppure con un’altra definizione lessicale, che ha peraltro prodotto notevoli aumenti tariffari.
Il tema dell’acqua bene comune continua ad essere elemento strategico, indicatore delle scelte di fondo di un’idea di modello sociale e di convivenza, elemento decisivo ai fini della qualità della vita dei cittadini, della tutela e salvaguardia dell’ambiente, della conservazione del patrimonio ambientale per la sopravvivenza delle future generazioni. In quanto risorsa essenziale per la vita, ancor più soggetta ad aggressione e scarsità nell’attuale situazione di cambiamento climatico, essa non può soggiacere a logiche di mercato e di profitto; il servizio idrico va quindi orientato al perseguimento di finalità pubbliche e gestito attraverso la partecipazione dei cittadini che usufruiscono di esso e dei lavoratori che lo producono. Va inoltre sottolineato come i temi della gestione del servizio idrico, e più in generale del ciclo integrale dell’acqua, siano elementi strategici per una regione come l’Emilia-Romagna che sta dimostrando evidenti fragilità sia sul piano ambientale che del dissesto idrogeologico (cambiamento del clima, frane, allagamenti, conseguenze della cementificazione e dell’impermeabilizzazione del suolo).
Per quanto riguarda il ciclo dei rifiuti, consapevoli che il livello medio di vita degli italiani, oltre che del Nord del mondo, è insostenibile  dato che stiamo consumando il 280% delle risorse messe nostra a disposizione dal pianeta, e che l'Italia è un paese con scarse risorse prime e quindi in gran parte dipendente dalle importazioni, la politica sui rifiuti va intesa come una politica per rendere al massimo efficiente i processi produttivi e di consumo, in modo da ridurre al massimo il consumo di risorse, e comunque entro i limiti di quelli messi a disposizione dal pianeta, ridurre al massimo la produzione di rifiuti, reimmettere come materia nei cicli produttivi quegli scarti che non possono essere evitati, ricercare tutte le soluzioni tecniche perché gli scarti non riciclabili siano ricondotti a zero. Una legge di iniziativa popolare in tal senso è depositata ma ignorata in parlamento.
Occorre che la normativa e i piani regionali di gestione dei rifiuti, come ormai prevede anche la normativa europea, prevedano una exit strategy dall'incenerimento (perché strumento di spreco di materia non più riutilizzabile, con limitato recupero energetico ma con emissioni di CO2 nettamente superiore al mix energetico nazionale), e un'uscita dalle discariche, il cui uso residuo deve essere inteso come deposito temporaneo di rifiuti per un successivo utilizzo nel momento in cui le nuove tecnologie ne permetteranno l'uso ai fini della reimmissione nei cicli produttivi. Avviando già da ora gli impianti di trattamento realizzabili con veri distretti del riciclo per le diverse materie prime seconde.
Sotto questo aspetto il criterio principale di giudizio per la gestione efficiente dei rifiuti, la "minimizzazione dei rifiuti non inviati a riciclaggio" (art. 4 comma 1 legge regionale ER n. 16/2015), che sostituisce l'obsoleto criterio di raccolta differenziata, va sostenuto, aggiornato sulla base di quanto previsto dalle nuove direttive sull'economia circolare (per riciclaggio si intende quanto effettivamente riciclato al netto degli scarti), assunto come punto di riferimento per il prossimo aggiornamento del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti, per i meccanismi di incentivazione disincentivazione, per l'elaborazione di tutti i dati e per la comunicazione delle performances a livello regionale.

Relativamente agli aspetti istituzionali, si scelse nel dicembre del 2011 di varare la legge regionale che sopprimendo gli ATO territoriali, sottraeva i poteri decisionali dai comuni consegnandoli al consiglio di Ambito di ATERSIR. 
Inoltre anche a livello proprietario le aziende concessionarie del servizio come ad esempio HERA, vede il costante ridimensionamento della parte pubblica che oggi è circa del 46,6% a fronte di un 53,4% in mano ai privati.
Forte è quindi l’asimmetria fra il gestore e i singoli comuni e anche con ATERSIR.
ATERSIR, Sta impiegando oltre 7 anni dalla scadenza per definire i nuovi affidamenti, un tempo enorme, e la sua struttura operativa non riesce a garantire il normale esercizio, di fronte alle numerose incombenze su acqua e rifiuti.
Per questo il Coordinamento dei Comitati per l’acqua bene comune Emilia Romagna e la RETE Rifiuti Zero, hanno avanzato la proposta di una legge regionale che riorganizzi complessivamente ATERSIR, rafforzando la parte tecnica e organizzativa e restituendo ai territori ed ai comuni la potestà decisionale, e configurando strumenti economici per favorire i processi di ripubblicizzazione del servizio idrico e dei rifiuti, in particolare alla scadenza degli affidamenti. La proposta di legge è stata presentata da diversi consiglieri regionali nel maggio scorso.

Riteniamo quindi che le forze politiche e i candidati governatori partecipanti al processo elettorale, debbano esprimersi preventivamente ed impegnarsi sia se avranno funzioni di governo, sia se saranno all’opposizione, dichiarando la loro volontà e prendendo una posizione scritta, favorevole, contraria o articolata, sui temi qui sotto elencati:

  1. Nel metodo, un impegno ad istituire da subito un tavolo permanente di confronto tra la Giunta regionale e i movimenti per l’acqua e i rifiuti per discutere preventivamente le politiche e i provvedimenti che si intendono mettere in campo in questi ambiti e per seguirne gli sviluppi nell'intero arco della legislatura.
  2. sostenere la proposta di legge nazionale di iniziativa popolare del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua finalizzata alla ripubblicizzazione del servizio idrico e ripresa pressochè integralmente nel testo presentato dall’on. Daga, che si basa sulla gestione del servizio idrico effettuata tramite Enti di diritto pubblico, in particolare le Aziende speciali, superando ogni forma gestionale svolta da SpA, e sull’eliminazione del profitto garantito presente nelle tariffe, anche attraverso l’abrogazione di ARERA;
  3. attivarsi per l'eliminazione della remunerazione del capitale investito, e cioè il profitto garantito, nelle tariffe del servizio idrico, che, sulla base della regolazione tariffaria di ARERA, oggi arriva a circa il 5,3% di rendimento garantito, seppure denominata in altro modo, nonostante il chiaro pronunciamento referendario del 2011 che l'ha abrogato;
  4. sostenere la proposta di legge presentata da diversi consiglieri regionali nel maggio 2019 e da due Comuni  in materia di gestione pubblica e organizzazione del servizio idrico e di gestione dei rifiuti in Emilia-Romagna, laddove prevede l’abrogazione della struttura politica centralizzata di Atersir e il passaggio delle sue funzioni fondamentali a Ambiti Territoriali ottimali di tipo provinciale, sulla base del principio di sussidiarietà e riportando la fase decisionale più vicina ai cittadini con processi partecipativi della popolazione e dei lavoratori del settore.
  5. poiché molti affidamenti sulla gestione dei rifiuti e acqua sono scaduti ma non riassegnati e molti altri sono in scadenza nel giro di pochi anni, tenendo conto che la scadenza delle concessioni è il momento più favorevole per procedere alla ripubblicizzazione, sostenere la proposta di legge regionale su acqua e rifiuti laddove prevede di favorire processi di ripubblicizzazione che i comuni decideranno, anche attraverso appositi fondi di investimento e garanzia. Ciò presuppone anche che vengano sospese le gare in corso sull’affidamento del servizio idrico e di gestione dei rifiuti;
  6. istituire un tavolo permanente regionale coi rappresentanti dei movimenti acqua e rifiuti e a livello territoriale tavoli partecipativi per studiare sin da adesso la fattibilità della ripubblicizzazione del servizio idrico e di quello dei rifiuti e per seguire e intervenire sull'evoluzione della loro gestione;
  7. promuovere politiche di tutela della risorsa idrica e di gestione del territorio e dell’ambiente e avviare processi di investimento pubblico diffusi sul territorio al fine di sviluppare lavoro e tecnologie innovative per migliorare la qualità ambientale del territorio, e ridurne la fragilità;
  8. rafforzare l'incentivo ai sistemi di raccolta che minimizzano tutti i rifiuti non riciclati (rifiuto residuale, raccolte differenziate a discarica o incenerimento, scarti delle raccolte differenziate), penalizzando quelli a minore efficacia. Promuovere la tracciabilità di tutti i rifiuti. Introdurre incentivi basati sulla maggiore purezza merceologica delle raccolte differenziate per minimizzare gli scarti, e introdurre differenziazioni di costo al trattamento su questo criterio, e un monitoraggio continuo sulla qualità delle raccolte differenziate. Introdurre la premialità ai Comuni che praticano la tariffa puntuale, in particolare a quelli che l'applicano su più frazioni, e la penalizzazione di quelli che non l'hanno applicata nei tempi previsti dalla legge 15/2015;
  9. introdurre la selezione del rifiuto residuo ai fini di un ulteriore recupero di materia e per togliere le plastiche dai rifiuti destinati a incenerimento e programmare una exit strategy dall'incenerimento entro il 2030 ai fini della lotta ai cambiamenti climatici;
  10.  creare una struttura di supporto per i Comuni che vogliono ripubblicizzare il servizio di raccolta. Impedire forme di monopolio del trattamento e riciclaggio dei rifiuti come attualmente per il compostaggio. In questo quadro, occorre pensare anche alla possibile separazione tra gestione del servizio di raccolta dei rifiuti da quello di gestione del trattamento e smaltimento dei rifiuti, prevedendo per la prima grandezze dei bacini conformi alle indicazioni dell’Autorità per la concorrenza;
  11. rivedere, con fondi dei PSR Europei, con fondi Regionali o con prelievi da Tariffa, finanziamenti importanti per la costruzione di impianti in grado di riutilizzare le frazioni raccolte in maniera differenziata. Incentivare e favorire le produzioni che utilizzano materiali riciclati. Avviare altresì ricerche, con l’università e le aziende, per individuare i prodotti non riciclabili ed agire successivamente per la loro riprogettazione in prodotti riciclabili; prevedere meccanismi di premialità per le Aziende che negli anni riducono i loro rifiuti indifferenziati e migliorano la qualità delle frazioni differenziate, finanziando tale misura con un incremento della tassa sullo smaltimento dei rifiuti speciali;
  12. incentivare e pianificare l’autocompostaggio, il compostaggio di comunità e il compostaggio di piccola scala. Individuare un obiettivo indicativo del 30% dei rifiuti organici che possono essere trattati con queste metodiche. Promuovere impianti di trattamento dei rifiuti organici in ogni provincia, con dimensioni massime indicativamente di 30.000 ton/anno trattate, coinvolgendo, nella loro realizzazione e gestione, le realtà agricole. A tal fine si dovranno prevedere degli appositi incentivi rivolti agli agricoltori che desiderano realizzare questi impianti. Stabilire pertanto la seguente gerarchia nella pianificazione della gestione della frazione organica dei rifiuti: prevenzione, autocompostaggio, compostaggio di comunità, compostaggio locale e di piccola scala, impianti di trattamento della frazione organica provinciali di massimo 30.000 ton/anno;
  13. monitoraggio degli acquisti di tutti gli Enti pubblici per obbligarli a fornirsi esclusivamente di prodotti derivanti dal riciclo, nonché nell’utilizzo del compost nei giardini e parchi pubblici; ridare nuovo impulso a quanto previsto dalla legge regionale 16/2015 su riuso e riduzione dei rifiuti attraverso l'attuazione dei centri comunali del riuso da collocarsi presso i centri di raccolta, incentivando la distribuzione di prodotti sfusi (acqua, vino, detersivi, latte, ecc.) e tutti gli altri progetti di riduzione; divieto di utilizzo della plastica e degli oggetti usa e getta nelle mense scolastiche, ospedaliere e sociosanitarie convenzionate, nonché nelle feste pubbliche; in particolare dovrà diventare obbligatoria nelle scuole e nei locali degli Enti pubblici l’uso di distributori di acqua e di borracce; dovrà essere obbligatoria, o comunque fortemente consigliata e incentivata, una campagna di informazione e/o formazione nelle Scuole e nelle Associazioni di Volontariato convenzionate;
  14. attuare una completa trasparenza dei dati relativi alla produzione dei rifiuti, con accesso continuo alla visione dei dati ORSO a tutti, l'obbligo ai gestori di mettere in rete i dati della loro produzione della destinazione dei rifiuti raccolti, dei costi e dei ricavi sostenuti. I rendiconti gestionali dovranno essere messi in rete entro il giugno dell'anno successivo.
Coordinamento regionale comitati acqua pubblica Emilia-Romagna
Rete rifiuti zero Emilia-Romagna
Il documento è condiviso anche da AIC ( Associazione Italiana Compostaggio)



PERSICETO RIFIUTI ZERO 2019 - RIFIUTI 2030

Venerdì 15 novembre, ore 20.45

Sala Consiliare del Municipio - Corso Italia 70 – S.G. Persiceto

“I rifiuti nel 2030”


Incontro per presentare e spiegare le novità sulla raccolta e gestione dei rifiuti urbani e gli sviluppi sulla tariffa puntuale.

Partecipano:
Lorenzo Pellegatti, sindaco di San Giovanni in Persiceto
Massimiliano Varriale, consulente Energetico Wwf per la gestione dei rifiuti
Natale Belosi, esperto di Rete Rifiuti Zero
Giancarlo Mazzoli, consigliere di San Giovanni in Persiceto
Francesco Furlani, consigliere di San Giovanni in Persiceto
Modera l’incontro Andrea Cocchi di Rete Rifiuti Zero

RIFIUTI ZERO APPELLO AI CANDIDATI SINDACO IN ROMAGNA





3 Maggio 2019
COMUNICATO STAMPA

GESTIONE DEI RIFIUTI, LA DOMANDA AI CANDIDATI SINDACO: QUAND'E' CHE LA ROMAGNA ADOTTERA' IL PRINCIPIO “CHI INQUINA PAGA?”
Legambiente e la Rete rifiuti Zero chiedono ai candidati sindaco e alle forze politiche di pronunciarsi sulla raccolta porta a porta e sulla tariffazione puntuale in cui si pagano i rifiuti effettivamente prodotti

Gestione dei rifiuti: a quando la messa in pratica del principio “chi inquina paga?” Se lo chiedono il circolo Legambiente “A. Cederna” e la Rete Rifiuti Zero dopo le partecipate assemblee pubbliche per illustrare i “nuovi sistemi” di raccolta nel territorio della “Romagna” e soprattutto lo chiedono ai candidati sindaco alle prossime elezioni amministrative che vedranno il rinnovo dI diversi consigli comunali.

Le novità fin qui annunciate si limitano infatti alla riproposizione dei classici cassonetti stradali, ora raggruppati in “isole ecologiche di base”, rimandando alla prossima volta la realizzazione di un sistema di raccolta porta a porta in cui ognuno paga per i rifiuti realmente prodotti. Affrontare la gestione dei rifiuti come questione ambientale non è però più un’opzione, ma un obbligo, reso pressante dal fatto che il cambiamento climatico e lo sperpero delle risorse molto al di sopra delle possibilità di rigenerazione del pianeta sono oggi una certezza conclamata.

Come dimostrano i dati statistici dei comuni della nostra regione, i migliori risultati in quantità e qualità sono raggiunti dai comuni porta a porta integrale con tariffa puntuale.

“Nel Carpigiano i rifiuti indifferenziati da smaltire, dai 250 iniziali sono ormai sotto i 60 kg per abitante contro il doppio dei comuni a calotta - ha dichiarato Natale Belosi, coordinatore della Rete Rifiuti Zero - mentre le impurità e quindi gli scarti delle frazioni differenziate nella calotta sono almeno 3 volte rispetto al porta a porta. Risultato: nella calotta lo spreco di risorse da bruciare o interrare si moltiplica. Alea, la nuova società pubblica Forlivese, dopo i prevedibili e inevitabili mesi di caos nel momento della trasformazione del sistema di raccolta, presenta ora dati tendenziali come quelli del Carpigiano, con un'ottima qualità e, ora, con un territorio pulito e libero da cassonetti, il tutto con un calo dei costi dell'8,7%”.

“La situazione richiede che si affrontino le criticità e i costi del sistema, che ricadono sui cittadini e le imprese. È necessaria una partecipazione attiva e puntuale dei cittadini alla gestione, basata sul principio “chi inquina paga” - ha dichiarato Yuri Rambelli, presidente del circolo Legambiente “A. Cederna” - l'obiettivo prioritario deve essere infatti la riduzione dei rifiuti prodotti, che si potrebbe raggiungere penalizzando l'eccesso di imballaggi, ma anche responsabilizzando le imprese produttrici e distributrici”.

Tra le misure possibili ci può essere la vendita di bevande in contenitori da restituire su cauzione, come si faceva fino a pochi anni fa. La stessa raccolta differenziata dovrebbe essere finalizzata al riciclaggio tramite “conferimento premiato nelle isole ecologiche” e contestualmente estendere, ovunque possibile, la raccolta “porta a porta” in modo da giungere al superamento dei cassonetti stradali e contrastare così efficacemente gli “abusi” quotidiani .

Cosa hanno dunque intenzione di fare i comuni della Romagna, dopo le elezioni del prossimo 26 Maggio?  La Rete Rifiuti Zero Emilia-Romagna e Legambiente chiedono a tutti i candidati Sindaco e a tutte le forze politiche di pronunciarsi su questo: confermare la scelta della raccolta porta a porta con tariffa puntuale su tutto il territorio, meglio se implementata su tutte le frazioni, da attuarsi entro i tempi stabiliti per legge. La non risposta è considerata risposta negativa. Le risposte dei candidati sindaco e delle liste verranno rese note in tempi utili prima delle elezioni amministrative e si invita fin da ora a non votare quei candidati e quelle liste che non avranno aderito esplicitamente a quanto chiesto.

PER ADERIRE:
LEGAMBIENTE A. CEDERNA tel. 348-3697503 email: legambiente.lugo@alice.it
RETE RIFIUTI ZERO EMILIA ROMAGNA tel. 333-7908292 email: natbel@libero.it

Richiesta di pronunciamento sulla gestione rifiuti Ai canditati sindaco Alle forze politiche


Richiesta di pronunciamento sulla gestione rifiuti
Ai canditati sindaco
Alle forze politiche
Che si presentano alle elezioni amministrative 2019
È ora di fare chiarezza e riportare il problema della gestione rifiuti nell’unico contesto in cui è sensato dibatterne. Quotidianamente, infatti, si aprono accese discussioni sulla raccolta differenziata e sullo smaltimento dei rifiuti, discussioni che caratterizzano in particolar modo la nostra politica locale: chi ne fa una questione di decoro urbano, chi vuole prendere decisioni sulla base della sola convenienza economica, chi invece non vuole interferire con la vita privata dei cittadini alterando comode abitudini, chi pensa all’ennesimo complotto e si domanda a chi giova differenziare, chi fa correlazioni con il consenso elettorale… ma c’è qualcuno che pone i rifiuti come problema principalmente ambientale?
Affrontarlo come questione ambientale non è più un’opzione, ma un obbligo, reso pressante dal fatto che il cambiamento climatico è una certezza ed ormai già in corso, reso pressante dal fatto che stiamo consumando il 170% delle risorse messe a disposizione dal pianeta trasformandole in rifiuti e questo è insostenibile ormai anche nel breve termine. Scegliere un sistema di raccolta che privilegia la riduzione verso zero dei rifiuti da smaltire in discarica o inceneritore e la diminuzione complessiva del monte rifiuti consente di preservare le risorse naturali attingendo a risorse rinnovabili derivate dai rifiuti e promuove un’economia circolare abbandonando i processi lineari. Pertanto operare la giusta scelta del tipo di raccolta dei rifiuti significa lasciare ancora qualche chance alle nuove generazioni, curarsi della loro salute attraverso il rispetto per gli equilibri dell’ambiente.
Analizzare il problema rifiuti dal punto di vista ambientale non significa aderire a posizioni ideologiche preconcette, ma affrontare argomentazioni scientifiche e aspetti oggettivi che non lasciano campo a interpretazioni discrezionali. Vuol dire anche non trascurare le altre dimensioni del problema, quella culturale, sociale, economica … che certamente esistono, ma alle quali va dato un corretto peso e non vanno rese prioritarie rispetto alla nostra salute e a quella del pianeta.
È ormai riconosciuto che organizzare la raccolta in modalità porta a porta è il primo passo da compiere per ripristinare un ciclo spezzato, un passo necessario e propedeutico, che va accompagnato poi da tutte le altre pratiche di riduzione dei rifiuti e di recupero di materiali ancora utilizzabili (corretta impiantistica).
In questi mesi però stiamo assistendo a una mistificazione della realtà, dove la banale apposizione di una calotta su un normale cassonetto stradale sembra sufficiente a riabilitare un sistema di raccolta, quello stradale, che ha già ampiamente dimostrato i suoi limiti. Un semplice accorgimento tecnologico trasforma la raccolta stradale e, anzi, la innalza a chiave di successo per raggiungere gli ambiziosi obbiettivi regionali.
Il successo del metodo di raccolta stradale con calotta, viene certificato con indicatori parziali, senza fornire tutti i parametri necessari ad una valutazione scientifica rigorosa: si parla solo di percentuale di differenziazione, un concetto che ormai ha fatto il suo tempo, senza dare dati esatti e ufficiali sulla qualità del materiale differenziato, senza confrontare l’intensità dei pretrattamenti necessari per recuperare i materiali (e quindi i costi collegati), senza comparare i quantitativi di indifferenziato residuo pro-capite, la cui diminuzione deve essere il primo e vero obbiettivo di ogni politica di gestione rifiuti. Perchè l’indifferenziato e gli scarti delle frazioni raccolte sono gli unici rifiuti non recuperabili, che non producono materiale nuovamente trasformabile in materia prima, l’unico rifiuto che si può solo bruciare o interrare.
I dati consolidati dal tempo e dalla statistica, non quelli istantanei usati per propaganda, dimostrano inequivocabilmente che i migliori Comuni della Regione che non solo hanno già raggiunto, ma anche abbondantemente superato i risultati richiesti dalla LR16/2015 di riduzione dei rifiuti da smaltire sono i Comuni con il sistema basato sulla raccolta porta a porta integrale con tariffa puntuale. L'intero bacino di Carpi è ormai sotto i 60 Kg procapite di rifiuto indifferenziato da smaltire rispetto ai circa 120 dei comuni a calotta con tariffa puntuale. Alcuni comuni porta a porta sono quinti perfino sotto i 25 kg di indifferenziato procapite all'anno. A questi occorre aggiungere anche gli scarti delle frazioni differenziate che, sulla base dei dati regionali sono mediamente circa 65 kg. Ma questo 65 è la media fra un porta a porta più pulito con quantitativi di scarto molto più bassi e una raccolta stradale con scarti molto superiori. Risultato: nella calotta lo spreco di risorse da bruciare o interrare si moltiplica.
Alea, la nuova società pubblica Forlivese, dopo i prevedibili e inevitabili mesi di caos nel momento della trasformazione del sistema di raccolta, presenta ora dati tendenziali come quelli del Carpigiano, con un'ottima qualità e, ora, con un territorio pulito e libero da cassonetti, il tutto con un calo dei costi dell'8,7%.
Hera, la società che gestisce i rifiuti nel ravennate e unica partecipante alla gara per il nuovo servizio, sta attuando o propone, nei diversi comuni che serve, una raccolta stradale con calotta per la tariffazione puntuale tramite Isole Ecologiche di Base (IEB), a differenza della maggior parte degli altri gestori dell'Emilia Romagna che si sono orientati verso una raccolta porta a porta con tariffa puntuale. Si ricorda che la tariffa puntuale è obbligatoria per tutti i comuni della Regione a partire dal 1-1-2021.
I comuni del Ravennate e del Cesenate al momento della Gara per l'affidamento del servizio, visti i risultati negativi della raccolta a calotta del Riminese soprattutto sotto l'aspetto qualitativo, avevano scelto di attuare la raccolta porta a porta almeno di indifferenziato e umido.
Viceversa nei mesi scorsi HERA ha svolto numerose assemblee in vari comuni del ravennate proponendo le IEB.
Di fatto non abbiamo visto nero su bianco pronunciamenti degli amministratori che smentiscano la proposta che HERA sta avanzando. Ci chiediamo quindi chi decide il servizio nei nostri comuni? Noi vogliamo sperare che siano le Amministrazioni locali e non HERA.
La Rete Rifiuti Zero Emilia Romagna e Legambiente A. Cederna chiedono a tutti i candidati Sindaco e alle liste dei comuni della provincia di Ravenna che vanno al voto alle prossime elezioni amministrative di pronunciarsi entro il 15 maggio 2019 almeno su un punto:
di confermare la scelta della raccolta porta a porta con tariffa puntuale da attuarsi nei tempi stabiliti dalla legge.
(meglio se implementata  su tutte le frazioni)
La non risposta equivale ad una risposta negativa.
La Rete Rifiuti Zero ER e Legambiente ….. renderanno note le risposte dei candidati sindaco e delle liste in tempi utili prima delle elezioni amministrative e inviteranno gli elettori a non votare quei candidati e quelle liste che non avranno confermato questo punto.


Yuri Rambelli Legambiente A. Cederna

Natale Belosi Coordinatore Rete Rifiuti Zero E.R.

APPELLO AI SINDACI BASSA ROMAGNA RIFIUTI ZERO




RETE RIFIUTI ZERO
EMILIA ROMAGNA

3 Maggio 2019
COMUNICATO STAMPA

GESTIONE DEI RIFIUTI, LA DOMANDA AI CANDIDATI SINDACO: QUAND'E' CHE LA BASSA ROMAGNA ADOTTERA' IL PRINCIPIO “CHI INQUINA PAGA?”
Legambiente e la Rete rifiuti Zero chiedono ai candidati sindaco e alle forze politiche di pronunciarsi sulla raccolta porta a porta e sulla tariffazione puntuale in cui si pagano i rifiuti effettivamente prodotti

Gestione dei rifiuti: a quando la messa in pratica del principio “chi inquina paga?” Se lo chiedono il circolo Legambiente “A. Cederna” e la Rete Rifiuti Zero dopo le partecipate assemblee pubbliche per illustrare i “nuovi sistemi” di raccolta nel territorio della “Bassa Romagna” e soprattutto lo chiedono ai candidati sindaco alle prossime elezioni amministrative che vedranno il rinnovo di 8 consigli comunali su 9.

Le novità fin qui annunciate si limitano infatti alla riproposizione dei classici cassonetti stradali, ora raggruppati in “isole ecologiche di base”, rimandando alla prossima volta la realizzazione di un sistema di raccolta porta a porta in cui ognuno paga per i rifiuti realmente prodotti. Affrontare la gestione dei rifiuti come questione ambientale non è però più un’opzione, ma un obbligo, reso pressante dal fatto che il cambiamento climatico e lo sperpero delle risorse molto al di sopra delle possibilità di rigenerazione del pianeta sono oggi una certezza conclamata.

Come dimostrano i dati statistici dei comuni della nostra regione, i migliori risultati in quantità e qualità sono raggiunti dai comuni porta a porta integrale con tariffa puntuale.

“Nel Carpigiano i rifiuti indifferenziati da smaltire, dai 250 iniziali sono ormai sotto i 60 kg per abitante contro il doppio dei comuni a calotta - ha dichiarato Natale Belosi, coordinatore della Rete Rifiuti Zero - mentre le impurità e quindi gli scarti delle frazioni differenziate nella calotta sono almeno 3 volte rispetto al porta a porta. Risultato: nella calotta lo spreco di risorse da bruciare o interrare si moltiplica. Alea, la nuova società pubblica Forlivese, dopo i prevedibili e inevitabili mesi di caos nel momento della trasformazione del sistema di raccolta, presenta ora dati tendenziali come quelli del Carpigiano, con un'ottima qualità e, ora, con un territorio pulito e libero da cassonetti, il tutto con un calo dei costi dell'8,7%”.

“La situazione richiede che si affrontino le criticità e i costi del sistema, che ricadono sui cittadini e le imprese. È necessaria una partecipazione attiva e puntuale dei cittadini alla gestione, basata sul principio “chi inquina paga” - ha dichiarato Yuri Rambelli, presidente del circolo Legambiente “A. Cederna” - l'obiettivo prioritario deve essere infatti la riduzione dei rifiuti prodotti, che si potrebbe raggiungere penalizzando l'eccesso di imballaggi, ma anche responsabilizzando le imprese produttrici e distributrici”.

Tra le misure possibili ci può essere la vendita di bevande in contenitori da restituire su cauzione, come si faceva fino a pochi anni fa. La stessa raccolta differenziata dovrebbe essere finalizzata al riciclaggio tramite “conferimento premiato nelle isole ecologiche” e contestualmente estendere, ovunque possibile, la raccolta “porta a porta” in modo da giungere al superamento dei cassonetti stradali e contrastare così efficacemente gli “abusi” quotidiani .

Cosa hanno dunque intenzione di fare i comuni della Bassa Romagna, dopo le elezioni del prossimo 26 Maggio?  La Rete Rifiuti Zero Emilia-Romagna e Legambiente chiedono a tutti i candidati Sindaco e a tutte le forze politiche di pronunciarsi su questo: confermare la scelta della raccolta porta a porta con tariffa puntuale su tutto il territorio, meglio se implementata su tutte le frazioni, da attuarsi entro i tempi stabiliti per legge. La non risposta è considerata risposta negativa. Le risposte dei candidati sindaco e delle liste verranno rese note in tempi utili prima delle elezioni amministrative e si invita fin da ora a non votare quei candidati e quelle liste che non avranno aderito esplicitamente a quanto chiesto.
PER ADERIRE:
LEGAMBIENTE A. CEDERNA tel. 348-3697503 email: legambiente.lugo@alice.it
RETE RIFIUTI ZERO EMILIA ROMAGNA tel. 333-7908292 email: natbel@libero.it